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Virgilio Forchiassin - il designer


Nato a Trieste nel 1945, Virgilio Forchiassin ha frequentato l'Istituto Statale d'Arte “E. Nordio" della sua citta' conseguendo il diploma di Maestro d'Arte, sezione arte dei metalli, nel 1964. Due anni dopo, nel 1966, ha conseguito la licenza dal corso biennale superiore di specializzazione di “Magistero” del medesimo Istituto.

Nel 1964, mentre era ancora studente, ottenne dall'IBESTA un riconoscimento Internazionale per il progetto di un servizio di posate. Tale progetto fu presentato al concorso “Cucchiaio d'Oro”, indetto a Colonia dall'International BestecK Ausstellun. Virgilio Forchiassin fu l'unico designer Italiano che si afferma in una rosa di 42 professionisti selezionati fra migliaia di concorrenti. Il servizio premiato fu poi esposto in Gran Bretagna, alla Mostra Internazionale di Posateria tenuta a Sheffield (vedi DOMUS 422 - gennaio 1965).
Grazie a tale successo, l’Istituto Statale d’Arte “E.Nordio” di Trieste si qualifica come scuola particolarmente capace nella formazione professionale degli allievi ed entra in diretta competizione con il “Royal College of Art” di Londra, il “College of Art” di Krefeld ed altre scuole famose per aver formato talenti esperti al punto da venir disputati dalle piu' importanti industrie del settore.

La successiva edizione del concorso IBESTA, svoltasi a Wuppertal nel 1966, lo classifica ancora fra i migliori concorrenti premiandolo con un secondo riconoscimento internazionale per un altro servizio di posate presentato. Tale servizio, chiamato “Modello 65”, venne esposto alla Borsa della Posateria dell'Industria a Colonia, quindi dal 19 aprile al 16 maggio 1966, alla Werkkunstschule a Wuppertal. Il servizio premiato fu poi esposto in una ulteriore manifestazione a Monaco e infine, da giugno a settembre dello stesso anno, fu esposto al Nederlands Goud-Zilvermuseum Annex Klokkenmuseum di Utrecht.
Il nome dell'autore comparve fra un elenco di 74 progettisti che le Giurie dell'IBESTA selezionarono negli anni 1962, 1963, 1964 e 1966. Una importanza particolare e' data dal fatto che, tra i designers che hanno ottenuto la qualificazione in Germania, troviamo i nomi di Tapio Wirkkala, Ilmari Tapiovaara, Arne Jacobsen, Friedrich Swodoba e altri, firme abitualmente legate alle produzioni di serie  delle piu' famose case di ceramica e posateria.

Nel 1967 ha partecipato all'International Tableware Design Competition di Sheffield. Il suo terzo modello di posate “... giudicato degno di speciale menzione e meritevole di ulteriori esposizioni ...", e' stato selezionato con altri, fra circa 300 concorrenti, per essere esposto al Selfridges of Oxford Street di Londra.

Nel 1968, ha inviato il disegno di una sua lampada al “The Yamagiwa International Lighting-Pixture Competition” tenuto a Tokyo conseguendo una segnalazione di merito.

Dall'agosto del 1967 al luglio 1969 e' stato responsabile dell'Ufficio Tecnico e di progettazione della Ditta Snaidero Cucine Componibili di Majano. Durante i suoi due anni di lavoro presso l'industria friulana, ha creato il modello “Spaziovivo”.
Quest'ultima e' una cucina - proposta a pianta centrale che e' stata presentata prima a Milano, all’ VIII Salone del Mobile nel settembre 1968 e poi, nel gennaio 1969 a Parigi, al Salone Internazionale del Mobile tenuto nei padiglioni d'esposizione di Porte de Versailles.
Successivamente e' stata esposta sempre nello stesso anno presso il Matsuya di Tokyo, in occasione di una rassegna dei maggiori designer su scala mondiale. Dal 1972 la cucina Spaziovivo e' in mostra permanente al Museum of Modern Art di New York (vedi pag. 125 catalogo “Italy : The New Domestic Landscape”, Archivements and Problema of Italian Design, a cura di Emilio Ambasasz. 1972).
E' stata riproposta dal MoMA di New York all'interno della mostra "Counter Space: Design and the Modern Kitchen", aperta dal 15 settembre 2010 al 2 maggio 2011.

Nel maggio del 1971, partecipa al Concorso Nazionale per l'esecuzione di opere d’Arte per la nuova sede dell'Istituto Tomadini per Orfani di Udine presentando il progetto di una fontana realizzabile in due versioni. La Giuria lo dichiara vincitore del concorso il giorno 31 ottobre 1972 riscontrando nel progetto presentato “...elementi suggestivi nell’ in- serimento della scultura nella architettura circostante apprezzando un accento di valore nella fantasia dell'artista inteso a rompere con una tradizione e, per quanto possibile, ad adeguarsi alla mentalita' dei giovani ospiti dell'Istituto...”.

Ha partecipato al Concorso “Riedel 1972“ - “Un bicchiere per il futuro“, bandito a Kufstein, in Austria.

Per quasi due anni, dall'aprile del 1972 all'inizio del 1974 ha lavorato in qualita' di consulente esterno della Ditta Patriarca - Cucine Componibili di Reana del Roiale (UD).

Presente al primo Concorso Internazionale “Maniago citta' delle coltellerie - progetti” gennaio 1998. Mostra dei progetti: aprile 1998.

Partecipa nel giugno 1999 al 2° “International Home Design Competition” a Cantu'.

Presente al 2° Concorso Internazionale "Maniago Design" 2001 (mostra elaborati 6 luglio - 30 settembre 2001).

Qualificate riviste d'arredamento come: Domus, Rassegna, Abitare, Interni, Casa Vogue, Casa Arredamento Giardino, Successo, Il Mobile, Arredorama, Modernes Wohnen, Film und Frau e altre hanno dedicato particolareggiati articoli e servizi redazionali alle sue creazioni.

Dal 2000 al 2005 si occupa di ulteriori progetti di cucine.



Ha insegnato disegno geometrico e architettura dal 1974 al 1976 presso l'Istituto Statale d'Arte E.Nordio di Trieste. Ha successivamente insegnato nella sezione “Arredamento e Design” e “Geometria descrittiva” presso l'Istituto Statale d'Arte “G. Sello” di Udine per circa trent'anni.

Presente nei seguenti volumi:

Paolo Scandaletti, “Snaidero un uomo, un’impresa”, Moro, Tolmezzo 1994

Andrea Branzi, “Un museo del design italiano – Design Italiano 1964-1990”, Electa, Milano 1996

Decio Giulio – Riccardo Carugati, “Di cucina in cucina”, Electa, Milano 1998

Luigi Molinis, “Tocchi spunti e iperboli nel design del Friuli Venezia-Giulia”, Ellerani, Pordenone 1998